Quel
giorno c’era il Sole:
con
la torta ed un biglietto io arrivai
e
Tu lo leggesti.
Dove
fossi arrivata
con
la lettura
io
ti chiesi,
per
natura
non
so mai esser breve:
oh
qual difetto!!!
E
Tu me l’indicasti,
eri
alla fine,
e
pronunciasti:«Buon
onomastico,
Principessa
Raggio di Sole!»
Ricordi?
Fu
allor ch’in testa io ti misi
una
coroncina degna d’una Principessa
e
Tu diventasti rossa
com’a
tomato,
tanto
che mi preoccupai
della
mia abilità a consolare
una
Principessa piangente.
La
tua era commozione
e
mi davi del pazzo
ma
io lo sentivo
che
Tu eri contenta.
D’allor
sempre vidi,
a
casa tua,
quella
coroncina sul mobile.
Passò
del tempo...
Come
se non bastasse,
il
tuo onomastico era:
con
i fiori ed un biglietto io arrivai
e
Tu lo leggesti.
Colpita
rimanesti
di
trovarti tra le Mani
uno
scettro da Principessa.
E
sorridesti,
un
bel gioco sembrava,
un
gioco così innocente
ma
un gioco importante:
un
gioco consistente
nell’onorare
Te.
D’allor
sempre vidi,
a
casa tua,
quello
scettro accanto alla coroncina sul mobile.
Ma,
guardandoti
con
gli occhi della mente,
ch’ancor
ti manca qualcosa io constato,
impedito
m’hai di sorprenderti ancora.
Se
curiosa sei di saper di che si tratti,
allor
a cercarmi datti da fare,
altrimenti
lascia stare!
Il
titolo di Principessa Raggio di Sole
Tu
perderesti ma,
senza
peccar di presunzione,
t’avevo
detto o no
di
tenermi stretto a Te
ch’uno
come me
non
lo ritrovi?!?
Poesia
scritta il 13 aprile 2014

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