lunedì 28 aprile 2014

La Principessa




Quel giorno c’era il Sole:
con la torta ed un biglietto io arrivai
e Tu lo leggesti.

Dove fossi arrivata
con la lettura
io ti chiesi,
per natura
non so mai esser breve:
oh qual difetto!!!
E Tu me l’indicasti,
eri alla fine,
e pronunciasti:«Buon onomastico,
Principessa Raggio di Sole!»
Ricordi?

Fu allor ch’in testa io ti misi
una coroncina degna d’una Principessa
e Tu diventasti rossa
com’a tomato,
tanto che mi preoccupai
della mia abilità a consolare
una Principessa piangente.

La tua era commozione
e mi davi del pazzo
ma io lo sentivo
che Tu eri contenta.

D’allor sempre vidi,
a casa tua,
quella coroncina sul mobile.

Passò del tempo...

Come se non bastasse,
il tuo onomastico era:
con i fiori ed un biglietto io arrivai
e Tu lo leggesti.

Colpita rimanesti
di trovarti tra le Mani
uno scettro da Principessa.

E sorridesti,
un bel gioco sembrava,
un gioco così innocente
ma un gioco importante:
un gioco consistente
nell’onorare Te.

D’allor sempre vidi,
a casa tua,
quello scettro accanto alla coroncina sul mobile.

Ma, guardandoti
con gli occhi della mente,
ch’ancor ti manca qualcosa io constato,
impedito m’hai di sorprenderti ancora.
Se curiosa sei di saper di che si tratti,
allor a cercarmi datti da fare,
altrimenti lascia stare!

Il titolo di Principessa Raggio di Sole
Tu perderesti ma,
senza peccar di presunzione,
t’avevo detto o no
di tenermi stretto a Te
ch’uno come me
non lo ritrovi?!?


Poesia scritta il 13 aprile 2014

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