martedì 29 aprile 2014

Il meglio di me




Lo so che talvolta
ti son parso imbranato,
ma imbranato tanto.
A darti io miravo
il meglio di me
(non era quello!)
e non badavo
a certi particolari
ch’a Te all’occhio saltavano.

O alla caviglia,
come quella volta!!!

Scusa per tutti gli sfioramenti
ch’involontariamente t’ho causato
in mosse assurde contorcendomi
degne d’un robot!
Più delicato io sarò d’ora in poi,
se me l’permetterai,
com’un vaso ti maneggerò
di porcellana raffinata:
più attento a me, com’a Te, io sarò,
più saldo e sicuro di me.

Così facendo,
mostrato io non t’ebbi
la mia fragilità,
ch’involontariamente
addosso t’è saltata
al primo intoppo:
non accusarmene,
una colpa non è né un peccato,
umani siamo
e non lo dico a mia discolpa.
Ho sbagliato,
ma quale Uomo sarei stato
s’il meglio di me
non t’avessi dato?

S’è concesso un solo sbaglio
o tantomeno quello,
s’unica sei al mondo
una sola chance non basta
per agli errori provvedere:
e questo è quant’è stato.

La rarità di quei Momenti,
l’ansia di vederti,
la voglia d’il meglio esser e darti
la volontà ed il piacere
d’in ogni tuo desiderio soddisfarti:
riconosco ch’ho sbagliato ma,
se diversamente avessi fatto,
in me io non sarei stato.

Invece,
quasi come diceva quel biglietto,
io ero veramente Uomo
sol insieme a Te.


Poesia scritta il 22 marzo 2014

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