domenica 6 luglio 2014

Donna fantasma




Anima Speciale,
Donna-fantasma,
cercar di rivederti
è per me un’autentica missione
dopo tutto questo tempo,
dopo tutto questo vuoto
senza Te.

È un’autentica missione:
missionario mi farò!!!

Donna-fantasma,
la difficoltà ad incontrarti
nuovamente consolida in me
la Speranza
di rivederti, riabbracciarti
e riallacciar insieme a Te,
con una fermezza morbida perché
saprei solo esser dolce con Te.
Come sempre. Com’un tempo. Com’allora.

Aspiravo a rivederti ieri sera,
ancor celata ti sei
agli occhi miei,
ancor celata ti sei
alla faccia della Luna
ch’insieme a me
voleva sorrider a Te.

Lontan dagli occhi miei
ma non dal mio cuore,
quand’invece si dice:
“Lontano dagli occhi,
lontano dal cuore”.
Per me così non è:
Tu lo sai, solo Tu.

Lo sai
ch’in tante cose
diverso sono dalla massa
di tuoi aspiranti pretendenti,
Principessa Raggio di Sole.
O di Luna, di sorridente Luna,
se sol ieri sera Tu fossi venuta!!!

Miseramente
mi consolo mangiando
la pizza “Raggio di Sole”:
c’è pur la pizza “Principe”
ma quella la lascio a Te,
caso mai darmi vorrai
il posto accanto a Te!


Poesia scritta il 6 luglio 2014

venerdì 4 luglio 2014

La foglia




La mia consolazione in questa vita che tanto ti cerca
è magra com’un appuntito chiodo piantato nel muro,
l’invalicabile muro che ci separa da quell’illegittima sera,
segnata dal chiodo del mio Dolce e Superbo Ricordo di Te,
un Dolce Ricordo ch’assai teneramente io custodisco in me.

La mia consolazione è una foglia che trema,
che trema d’una sì debol ma robusta incertezza,
del mio incerto futuro nei Rispettosi Riguardi tuoi
e di gran dolor per la tua non più Magica Presenza
in questa mia stessa vita che solamente a Te aspira.

La mia magra consolazione è una foglia che trema,
che trema del mio nostalgico e Dolce Ricordo di Te.
Essa è aggrappata a questa sottil e flebile Speranza,
alla Speranza di poter un lontano giorno rivedere Te,
di poterti riabbracciar e nuovamente stringer a me.

La mia consolazione è una foglia indifesa che trema,
che trema per la Gioia di veder avverata una Speranza.
La Speranza di riveder gli Stupendi tuoi Occhi Dolci,
come pur il tuo Magico e Superbo Sorriso di Felicità,
di cui vorrei esser la fonte più esclusiva in eterno.

Questa consolazione è una foglia ch’io difendo,
difendo da chi o cosa da Te mi vuol allontanare.
Ti chiedo ardentemente di non desiderare questo,
perché son ora io molto più forte di me stesso
e consapevol Tu sei della mia robusta fragilità

per difendere me stesso ma anche Te, cui aspiro,
oltre ogni dove, oltre ogni quando, oltre ogni perché,
ma non oltre Te o al di là di Te.


Poesia scritta il 3 luglio 2014

martedì 1 luglio 2014

Vivo di Te




Forse io non te ne “frego” niente
ma il fatto che Tu “freghi” a me
non è esso già un motivo perché
qualcosa io “freghi” pur a Te?

È dura questa prova,
quella di far del mio meglio
ed indifferenza ricever indietro:
è un affronto troppo grande per me.

Offrirmi Comprensione
e poi privarmi d’Umanità
è un bolo, sì, troppo grande
da mandar giù e non ci va!!!

Lo mando giù con un sorso di tè,
vivo di tè ma anche di caffè
ma soprattutto vivo di Te,
di Te che mi manchi
sempre di più.

Regalarti tutta la Tenerezza che ho,
senza Gratitudine tornarmela indietro
per poi non vederci definitivamente più
è un colpo troppo basso per Te e non ci sta!!!

Tiro su il colpo con un sorso di tè,
vivo di tè ma anche di caffè
ma soprattutto vivo di Te,
di Te che mi manchi
sempre di più.

Si dice che la vita è bella
ma la vita fa soprattutto male
quand’è ess’ancorata a cose belle
che nel presente non ci sono più.

L’alleggerisco con un sorso di tè,
vivo di tè ma anche di caffè
ma soprattutto vivo di Te,
di Te che mi manchi
sempre di più.

Mi nutro di questo mio passato cercando
di raggiunger nuovamente il presente
ed arrivar a Te nuovamente
ma facile non è.

Mi nutro pur e comunque di tè,
vivo di tè ma anche di caffè
ma soprattutto vivo di Te,
di Te che mi manchi
sempre di più.

Vivo il mio presente senz’aggrappi
che distolgan la mia mente da Te,
senza garanzie d’una vita felice
senza la tua Magica Presenza.

Per me la vita è stata Bella
sol quando avevo Te accanto
perché m’hai fatto viver emozioni
il cui primato nessun mai ti toglierà.

Ancor riviverle vorrei per l’eternità
e dimostrarti, con tutta l’evidenza,
che non ogni cosa finisce,
com’invece dicevi Tu.

Fa caldo e nutro le mie giornate di tè,
vivo di tè ma anche di caffè
ma soprattutto vivo di Te,
di Te che mi manchi
sempre di più.


Poesia scritta il 29 giugno 2014

sabato 28 giugno 2014

Dove sei???




Dove sei???

Senza perder Dignità
tra lacrime e campanelli,
attese ed appostamenti,
ovunque ti cerco
in tutti i luoghi possibili
in questa notte buia
e non ti trovo.

Dove sei???

Ad assistere io vengo
agli eventi in discoteca
sperando di rivederti
e non ci sei.

Dove sei???

Non è facile per me
far quel passo
di cercarti proprio lì,
nel trambusto e tra la folla
senza capir una parola.
Ma per vedere Te lo faccio
superando me stesso,
quest’è l’effetto che mi fai,
ed in capo al mondo
io andrei anche
per ritrovarti e rivedere
il tuo Magico Sorriso.

Dove sei???

Cinque mesi
che non ci vediamo,
diciassette mesi
che ci conosciamo:
di rivederti questa notte
io speravo,
che fosse questa la volta buona
io speravo.

Dove sei???

Ho nostalgia
di Quelle Serate,
ho nostalgia
di Quei Momenti insieme a Te.

Mi manchi troppo,
mi manchi sempre di più
e non di meno,
anche s’il tempo
passa esasperante...


Poesia scritta il 28 giugno 2014

giovedì 26 giugno 2014

Incredibile!




L’anno scorso era il miglior,
il miglior della mia vita, c’eri Tu;
quest’è della mia vita l’anno peggior:
più non ci sei e io sto male

senza Te...

Di ritorno da Verona
Tu Buon Anno m’augurasti:
ch’aiutarmi dovevi ti risposi
a farlo esser tal e buono.

Credibile non sei,
fatto non l’hai
ed al mio sconforto
poi lasciato m’hai!
Credibile non sei,
sei semplicemente
incredibile!

E io che ti spiegai
di tal risposta il senso...
Invano, manco così capita l’hai!
Me ne pento, ed ancor più d’averti persa.

Allo stesso modo mi dicesti
ch’una bella persona io ero
ma credibile non sei:
da sol ancor lasciato m’hai!
Credibile non sei,
sei semplicemente
incredibile!

È per questo che Bene io Ti Voglio:
incredibile Tu sei!
Quante volte sorrider t’ho fatta
dicendotelo...


Poesia scritta il 25 giugno 2014

martedì 24 giugno 2014

Ti chiesi s'eri felice




Quella sera ti chiesi s’eri Felice
perché io assai tenevo a che Tu la fossi.
Quella sera stessa io ti chiesi s’eri Felice
perché davver a cuor a me stava il tuo Sorriso.
Sempre quella stessa sera io ti chiesi s’eri Felice
perché Tu mi rendevi tal e io volevo ricambiare.

Anima Speciale, reso m’hai l’Uomo più Felice
quando Tu nella mia Vita eri presente,
anche se mia non eri ufficialmente.
Ma reso m’hai pur il più infelice
da quando nella mia vita
più non ci sei.

La Felicità è volatile
e forse Felice Tu non eri,
coglier Felicità Tu non sapevi.
Io m’accontentavo di poco assai,
d’un poco che Tu non hai capito mai,
ed ero Felice anche sol per Quegli Attimi tra noi.

Ero Felice, sì,
ero l’Uomo Più Felice,
ero il Più Felice della Terra
perché su questa Terra c’eri Tu,
mia Adorata Anima Speciale:
ero Felice perché c’eri Tu.

Ero Felice anche per Te,
che sembravi esser sì contenta
d’aver in me trovato un Amico Sincero:
anche se con me non sempre ti confidavi,
avevi accanto me e io avevo accanto Te
e questo era già Tanto e mi bastava.

Quest’era la Bellezza
del nostro Piccol Grande Rapporto
scaturito da una situazion così singolare,
il semplice conoscerci e darci vicendevolmente
una soddisfazion che rasentava la Felicità,
piccola o Grande ch’essa fosse.

Ero Felice accanto a Te,
a qualcosa di più avrei io aspirato.
Ma grandemente me ne accontentavo,
mi facevo bastar quel poco ch’era già Tanto:
al tuo Buoncuor nemmeno io comandar potevo
ed ero felice così.

Per questo, e nient’altro,
quella sera io ti chiesi s’eri Felice:
ci pensasti, nemmeno Tu stessa l’ sapevi,
e poi mi dicesti che stavi “normale”.
Fu allor che, senza esitar, decisi
di darti la mia, di Felicità.

Perché Tu,
Anima Speciale,
eri la mia Felicità
ed ancor io ad Essa
non riesco a rinunciar:
vorrei ch’ancor Tu lo fossi

com’a quel tempo,
sempre più lontano da noi...


Poesia scritta il 24 giugno 2014

sabato 21 giugno 2014

Il Sole dietro la porta




Penso a come sarebbe bello
s’un giorno Tu suonassi alla mia porta
e io, aprendo, stupito ti vedessi
in tutta la tua Maestosa Beltà.

Penso a come sarebbe bello
se, presentandoti Tu alla mia porta,
potessi io riabbracciarti com’un tempo,
stringendoti forte d’Amor e Felicità.

Credo che piangerei, con lacrime
di Gioia o senza di tristezza non lo so,
ma piangerei per la Gioia di rivederti
e la soddisfazione degli sforzi premiati.

Piangerei per la Gioia arrivata
e per l’incomprensione passata.
Piangerei per la nostalgia avuta
e per la Rassicurazione raggiunta.

Mi chiedo se quel giorno arriverà,
assai ardentemente io lo spero,
e davvero sussulto ogni qualvolta
qualcuno mi suona’l campanello,

sperando che sia Tu,
Raggio di Sole.


Poesia scritta il 20 giugno 2014