domenica 22 febbraio 2015

Il tuo Viso all'improvviso




E all’improvviso
mi viene in mente il tuo Viso,
il tuo Incantevole Viso cui, Tu lo sai,
solo Tu, io non sapevo resistere mai e poi mai.

I tuoi Capelli Lucenti come grano
nel mio Ricordo incorniciano il tuo Splendido Viso,
quel Viso che m’ispirava Tenerezza sempre più,
Tenerezza all’improvviso...

E che mi lasciava a bocc’aperta
mentre io, rapito, con la mia mano
delicatamente spostavo dal tuo Viso una ciocca
di quei Capelli per me preziosi più dell’oro.

Letteralmente, ma Tu non l’hai capito.
E ricordo il Dolce Sorriso tuo, ch’ogni volta,
in ogni modo, io cercavo di suscitare perché Lui,
il tuo Sorriso, era la Prima Meraviglia del mondo.

Ed a mente mi tornano gli Occhi tuoi,
così Dolci e così Belli, la mia Speranza,
e sto mal a pensar che mi son perso
la possibilità d’ammirarli nuovamente...

Mi vieni in mente Tu,
in questa notte come tante
ma che buia come tante non è più,
e ricordo che Tu non eri affatto come tante...

Eri diversa, Tu, almeno la eri
prima di quest’assurdità megalomane
che rende le belle ricordanze tutte vane,
compreso il Ricordo tuo che non m’ha lasciato.

I Sogni son Tutto quel che di Te mi rimane
insieme ai Ricordi che, anche se nostalgici,
sono superiori ad ogni spiacevole pensiero.
Buonanotte, sperando di riviverti nei Sogni miei...


Poesia scritta il 21 ottobre 2014

mercoledì 18 febbraio 2015

Come Tu mi vuoi - Nobil Sentir




«Credi in te», mi scrivesti,
«sei una bella persona»:
ma finora dimostrato Tu non hai
di pensarlo davvero e veramente.
Se pensato Tu l’avessi, io mi dico,
lasciato perder non m’avresti,
com’hai fatto.

“«Credi in te», mi scrivesti,
«sei una bella persona»:
e fu l’ultima cosa bella
che proprio Tu mi scrivesti
prima d’allontanarmi, mentre lo facevi,
prima di quest’agonia
che non vede altri che Te.

Eppur mostrando io ti sto
ch’in me credo, e in Te,
mentr’il tuo odio è il mio nemico,
mentre nessun mi da’ man forte,
mentre tutti mi dicono
di perdere lasciarti,
abituati alle cose facili.

Forse l’abitudine oggi
è l’arduo lasciar perdere
ma Tu il successo sei
dell’esistenza mia,
coronato hai Tu i successi miei
e perder lasciarti non posso,
perché della mia vita ne fai parte.

È profondo quel che provo,
quest’Amor che per Te covo,
è profondo com’il mare
di quest’uragano senza Te:
abituato come sono io a lottare,
le difficoltà non saranno
a far certo me mollare.

È profondo quel che provo,
quest’Amor che per Te covo,
resistente alle dicerie,
al tempo ed alle avversità:
altri che me nessun ci crede
ma codest’è la mia vita
e ne va dell’esistenza mia.

Ed allontanato m’hai
per la mia fragilità:
sempre forte di me stesso
io da Te venivo,
darti’l meglio sempre io volevo
e, senza le mie pecche io mostrarti,
paura hai Tu ahimè preso.

Caduto sono
fin quasi a spezzarmi,
contro l’uragano ho io lottato,
piegato mi sono e piegato ho l’uragano,
a rialzarmi ce l’ho fatta
e vincente uscito ne sono,
seppur senza Te.

E rinvigorito
e rafforzato io mi sono,
l’Uomo ho fatto
com’avresti voluto,
rialzandomi da solo,
senza Te,
dalla mia fragilità oltremodo spaventata.

E sono qui, per Te lottando
contro l’assenza tua,
dimostrando io ti sto
ch’in me credo, e in Te,
nel Sentir mio per Te,
come di fare mi scrivesti
in quel tuo messaggio catastrofico d’addio.

E qui dimostrando io ti sto
che debole non sono,
che lottar so io per Te,
ciò in cui credo,
e che forte sono,
come Tu mi vuoi:
sto lottando io per Te.

E cullar mi faccio
da questo Dolce, seppur Struggente,
Nobil Sentimento
mio per Te,
solo per Te,
ma anche dalla di volontà
e d’animo forza che c’è in me.

Anche s’è difficile,
anche s’influenzabile sono
e tutti ho contro
perché nessun in me crede,
in Te a credere continuo,
al di là d’ogni avversità:
è l’unica certezza ch’io ho.

«Credi in te», mi scrivesti,
«sei una bella persona»:
intenzione ho io di farlo fino in fondo,
di riuscirci a Te arrivando,
senza escluderti,
anzi accogliendoti nella mia vita,
nel mio successo ch’ottener vorrei,

e pe’l qual io lotterò fino in fondo,
perché ci credo,
perch’in Te credo, e in me,
nel mio Nobil Sentir per Te,
e perché Tu mi riaccolga
in quella tua Vita
ch’io rimpiango e cui aspiro.

E creduto non ho mai
così tanto in qualcuno,
e capito ancor non hai
che dalla tua parte sto,
che la pena non vale
alzar barriere verso me,
come facesti.

E Tu via a farlo, ferendomi ancor più,
quasi capace di tanto mi ritenessi,
di schierarmi contro Te
per i comodi miei,
ch’invece Te includono,
prima di tutto e tutti,
già senza che Tu ci sia.

Accoglierti vorrei’n questa mia vita
ch’a Te aspira e ti brama
ed a crederci continuo
perché della mia vita
sei Tu il Successo,
lo eri
ed ancor vorrei che Tu lo fossi.

Le avversità non saranno
a far certo me mollare,
abituato come sono
a farlo giorno dopo dì:
le cose difficili io amo
perché a farle mi motivano
e Tu sei d’esse la prima.

E ti perdono,
altro non posso fare,
perché Bene Ti Voglio e tanto io Ti Amo,
anche se soffrivo già per poco,
anche se la beffa’l danno aggiunto hai,
perch’in Te credo
al di là delle parole.

E che parlavo tanto mi dicevi,
eppur qui sono,
il Sentir mio a dimostrarti
con i fatti e non solo le parole,
con la Perseveranza e l’Impegno mio per Te,
credendo in me come mi scrivesti,
nel Nobil mio Sentir per Te.

E tu, che scartato m’hai
per la mia fragilità,
spero tanto che ti ricrederai
e che la mia forza riconoscerai,
perché sono
come Tu mi vuoi:
un Uomo Forte.

E sogno l’Apprezzamento
tuo per me,
sogno di stringerti
ancor forte a me,
perché a crederci continuo,
al di là di tutto e tutti,
anche al di là

di me e dell’incertezze
e dell’insicurezze mie.
Perché più sicuro
mai sono stato io di me,
che di questo Nobil Sentir mio,
questo Dolce Sentimento
mio per Te.


Poesia scritta il 16 febbraio 2015

sabato 14 febbraio 2015

Cupido e le ali




Su nel ciel
c’è Cupido che vola.
Sulla schiena
ha le sue ali con le penne.
Sottobraccio
ha il suo arco con le frecce.

A Verona
ci siamo noi che passeggiamo.
Io che faccio
la battuta e Tu che ridi.
E vedendo
quel Sorriso io mi sciolgo.

Come neve,
neve bianca’l tuo Calor.

C’era bianco
ed andammo insieme a cena.
Mi spiegasti
che la neve sciolta s’era.
Ti risposi
ch’era stata tua Beltà.

Oh qual battuta!!!
Oh qual battuta escogitai!!!

E ti dissi
che Cupido non vede.
E che vola
senza vedere dove va.
Ch’è pur sordo,
e Tu ridesti divertita.

Oh qual Sorriso!!!
Oh qual Sorriso di Beltà!!!

Un Sorriso
che da un anno più non vedo.
Che vorrei
ancor io suscitar.
Che mi manca
e mi smarrisce come Cupido.

Quell’Abbraccio
mi negasti e fu la fine.
Fu l’inizio
quella sera due anni fa.
Con la neve
che sciolta s’era pe’l calor.

Il Calor
tuo che rivorrei ancor
e che spazio
lascia solo al mio dolor,
un dolor
senza più nessun color.

E d’allor
conservo io la Ros’ancor.
Anche secca,
il tuo Sorriso mi rammenta.
Un Sorriso
ch’hai fatto perder pur a me.

E c’è bianco
come quella Bella Sera.
Il mio primo
San Valentino senza Te
ma pur anche
San Valentino insieme a Te.

E Ti Amo
pe’l Sorriso che non vedo,
che Tu hai tolto
anche pure dal mio viso
e che vorrei
aver indietro e far tornare pur a Te.

Ancor sono
Innamorato io di Te.
Ad Amarti
io continuo dentro me.
In silenzio,
sperando di tornarti ad abbracciar.

E c’è Cupido
ch’è caduto e si rialza.
Ce l’ho fatta
e più fragile non sono.
Ho le ali
e voglio volar insieme a Te.

Ho le ali
e mi nutro d’un sol Sogno.
Di quel Sogno
che sei semplicemente Tu.
Questo è
il secondo San Valentino

senza Te.


Poesia scritta il 14 febbraio 2015

martedì 27 gennaio 2015

Sul mio cammino




Ed incontrai’l Sole
sul mio cammino,
nella mia vita
già’lla deriva
dolcemente s’introdusse
di Sole un Raggio,
il più Luminoso,
così Splendente
e Contagioso,
e m’aspettava,
girato l’angolo,
ché perso m’ero
in quella giungla
di strad’e vie.

Fu’n dì di Sole
com’oggi un dì
e Tu l’illuminavi,
ad illuminarlo
già iniziavi
con i tuoi Raggi,
il tuo Calore,
col tuo Entusiasmo,
il mio Stupore,
con la tua voglia
contagiosa di Vita
che mi passavi,
finché il Sole
non hai oscurato.

Nel mio Ricordo
permane il Sole,
nel cor mio triste
permane ancor
di Sole un Raggio
incontaminato,
che scalda tanto
e rende Felice
senza scottare
né me ustionare
com’ hai Tu fatto
spegnendo il Sole
con un’eclissi
o l’interruttore.

Due anni oggi
passati sono:
nessun regalo
codesta volta,
non più stavolta
alcun braccial,
solo
queste poesie,
profondo simbolo
del mio Sincero Sentire,
Sentir
senza sentire,
di cui d’allor
Tu hai fatto ben a meno.

Non una torta
per festeggiare,
non un bracciale
per Te onorare,
non il gessato
per far la mia figura,
nessun mazzo di fiori
da mettere sul tavolo,
nessun biglietto
d’a Te donare.
Nessun Bacio
da poterti dare,
nessuno Sguardo
da poter contemplare.

Pur passerà
e non importa,
quel Giorno lodo
alla faccia di tutto,
e nel cor mio
e nella mia mente
gelosamente
lo conserverò,
dalla polvere
preservandolo
com’hai fatto
Tu con me,
la Vita vera
assaggiar facendomi.

E non lo so,
senza sentir
solo lo Sento,
senza saperlo
se mal mi farà,
dico solo ch’era
il Ben e la Gioia,
non so fin quando
ma l’loderò a lungo
senza mai stancarmi,
conservandolo nel cor
col tuo Sorriso genuino,
le tue Mani addosso a me,
quel messaggio inaspettato,

aspettando di riviverti ancor.


Poesia scritta il 27 gennaio 2015